Il Fioretto

Il fioretto è forse l’arma più elegante dell’intera scherma. Il fiorettista è atleta leggero e riflessivo, che necessita più di agilità e di buone capacità tattiche che di una massa muscolare  imponente; proprio per questo il fioretto attrae in particolar modo i bambini, che scelgono quest’arma per dare inizio al loro viaggio nel mondo della scherma agonistica. Il bersaglio del fioretto, coperto da un giubbetto conduttivo, comprende il busto escluse braccia, gambe e testa, e può essere colpito solo di punta. Inoltre nel fioretto vige la convenzione:  una serie di regole che disciplinano l’attribuzione del punto all’atleta che attacca per primo l’avversario o a quello che, subìto un attacco, para e risponde o, infine, a quello che ha l’arma in linea, ovvero con il braccio disteso e la punta rivolta al petto dell’avversario. In caso di attacco simultaneo, il punto non viene attribuito. Anche per stabilire ciò, il ruolo del giudice di gara è fondamentale, in quanto deve ricostruire l’azione e assegnare il punto. Nel fioretto si tocca l’avversario con la punta dell’arma, che ha sulla sommità un bottone sostenuto da una molla: per segnalare il colpo deve essere esercitata una pressione di almeno 500 grammi.

Le Origini. Il fioretto deriva dai duelli all’ultimo sangue, in cui la tenzone terminava solo alla morte di uno dei due contendenti. Il bersaglio valido è infatti rappresentato dagli organi vitali, ove portare a segno una stoccata era quasi sicuramente fatale.

L’arma. La guardia può avere diverse impugnature: italiana, francese, anatomica. La differenza tra i vari tipi di impugnatura e data dal diverso modo di inserire la mano in esse e imprime allo schermitore un diverso stile di combattimento. L’impugnatura italiana ha la coccia, il cuscinetto, il ricasso, gli archetti di unione, il manico ed il pomolo, mentre l’impugnatura francese ha il manico diritto leggermente incurvato verso l’esterno della guardia dello schermitore.

Ad oggi l’impugnatura italiana non è più utilizzata ed è stata quasi del tutto sostituita da quella anatomica, ideata Francesco Visconti,  un Maestro di Vercelli) e talvolta, soprattutto oltralpe, da quella francese.

Il bersaglio. Il bersaglio del fioretto è costituito da un giubbetto elettrico che ricopre tutta la zona del tronco, ovvero torace, addome, fianchi e schiena. Tutte le altre zone del corpo sono coperte da una semplice corazzetta bianca in tessuto elastico e costituiscono bersaglio non valido. Questa limitazione del bersaglio è un retaggio delle origini. Difatti, nascendo il fioretto come arma di addestramento, l’allievo era impratichito a colpire le parti vitali del proprio avversario. Il giubbetto elettrico e il fioretto sono collegati tramite un cavo detto passante che viene infilato all’interno della divisa dello schermitore, a un apparecchio che segnala con un suono e luci di diverso colore quando la punta del fioretto tocca l’avversario. A seconda del colore della luce l’arbitro può stabilire se lo schermitore ha toccato l’avversario in bersaglio valido o non valido.