La Spada

La spada è l’arma forse più praticata, oltre ad essere quella più rappresentativa del duello terreno; è un arma molto complessa ad alti livelli, ed in effetti il suo bersaglio comprende tutto il corpo, nulla escluso; si può colpire solo di punta: come nel fioretto sulla sommità dell’arma c’è un bottone, che viene azionato da una pressione di almeno 750 grammi. La bellezza della spada risulta palese solo se praticata da schermidori di alto livello, anche se la facilità di inizio ed il fatto che al contrario delle altre due armi non vi sia la convenzione (nella spada si assegna il punto a chi tocca per primo senza che l’arbitro debba giudicare l’azione) la rende allettante soprattutto per i neofiti. Alla spada si deve il colore bianco della divisa da scherma: infatti i duelli combattuti con la spada erano al “primo sangue”: qualsiasi ferita da cui uscisse sangue, su qualsiasi parte del corpo, determinava l’interruzione del combattimento e la sconfitta del duellante ferito. Per meglio evidenziare queste ferite era richiesto vestirsi integralmente in bianco.

Origini. La spada è uno sport praticato da tempi assai remoti: si pensi ai doctores armorum che insegnavano ai giovani patrizi romani, ai gladiatori, ai duelli medievali, fino al 1567, quando Carlo IX creò l’Accademia dei Maestri d’Arme. Col susseguirsi degli anni la spada è andata via via modificandosi, prendendo la forma attuale.

L’arma. Secondo il regolamento della Federazione internazionale di scherma, la spada deve essere fatta di un particolare tipo di acciaio estremamente flessibile, chiamato Maraging, studiato in modo da non presentare un troncone appuntito e tagliente in caso di un’eventuale rottura. Il peso non deve essere superiore a 770 grammi e la lunghezza a 110 cm.

La lama ha una sezione triangolare, gradualmente più grande dalla punta verso l’impugnatura; la parte superiore è scavata, per permettere di installarvi un filo elettrico.
La punta, tonda, presenta un bottone all’estremità, che serve per segnare che una stoccata è stata portata (vedi sotto). La coccia (la parte di acciaio che protegge la mano del tiratore) è semisferica. L’impugnatura può essere di numerosi tipi.
I più comuni sono:

Impugnatura francese (a forma di manico di scopa, leggermente storta per agevolare la presa);
Impugnatura anatomica (studiata appositamente per ottimizzare la presa e i movimenti della mano).

L’impugnatura anatomica permette di tenere la spada con maggior forza ed è usata dalla maggioranza dei tiratori; quella francese, al contrario, permette movimenti molto più ampi alla mano. Questo porta gli schermidori ad usare, di solito, due tattiche diverse, secondo l’impugnatura usata: gli “anatomici” adottano una scherma basata più sulle prese di ferro e le parate, mentre i “francesi” tendono ad evitare la lama dell’avversario con azioni apposite, come le cavazioni.

Le stoccate portate vengono segnalate dalla spada grazie alla chiusura di un circuito elettrico. Il filo che corre lungo la lama collega la punta ad una presa messa all’interno della coccia, in fianco all’impugnatura; ogni tiratore collega un secondo filo elettrico (il passante) alla presa di coccia e, dall’altra parte, a un rullo, a sua volta collegato con l’apparecchio segnastoccate. Quando la punta tocca una qualunque superficie, il bottone, schiacciandosi, chiude il circuito ed invia un segnale all’apparecchio, che accende una luce colorata dalla parte del tiratore che ha colpito. La pedana è isolata elettricamente, quindi ogni colpo portato su di essa non chiude il circuito.

Per evitare che le spade siano manomesse in modo da toccare con troppa facilità, prima di ogni incontro il presidente di giuria (l’arbitro) controlla che la corsa del bottone sia maggiore del limite stabilito dalla Federazione Internazionale (il controllo è fatto con uno spessore infilato tra il bottone e la punta) e che la spada regga un peso di 750 grammi senza che il bottone si schiacci e chiuda il circuito.

Il bersaglio. Il bersaglio della spada è tutto il corpo. Non esiste un diritto di priorità. Ciò significa che – a differenza che nel fioretto e nella sciabola – nella spada l’azione schermistica non è soggetta a ricostruzione dell’arbitro. In pratica, se i due atleti partono in attacco contemporaneamente e mettono entrambi la stoccata, viene dato un punto a tutti e due. DA RICORDARE: questa regola è detta anche colpo doppio

Le regole. Assenza di convenzioni (per questo si parla di arma non convenzionale) e regola del colpo doppio fanno sì che la scherma sportiva di spada sia quella che più si avvicina alle reali condizioni di un duello: come nel duello ad ogni colpo portato a segno corrisponde una ferita, così nella spada ogni stoccata che arriva a bersaglio dà diritto ad un punto, senza che sull’esito pratico dell’azione schermistica si sovrapponga il giudizio dell’arbitro.

L’arbitro è dotato di 3 cartellini colorati: uno giallo, per segnalare un comportamento scorretto di un giocatore; uno rosso, per aumentare di un punto l’avversario del giocatore al quale è stata afflitta la sanzione; uno nero, per la totale squalifica del giocatore.

Il combattimento viene denominato Assalto e dura 3 minuti nelle fasi iniziali delle competizioni dove la suddivisione degli assalti è definita in gironi all’italiana, mentre dura 9 minuti (3 tempi da 3 minuti) nella successiva fase di scontri diretti. Gli assalti dei gironi sono portati al meglio delle 5 stoccate ed in caso di parità allo scadere del tempo viene sorteggiata a capo di un contendente la cosiddetta priorità; se al termine dell’ulteriore minuto di tempo concesso dovesse persistere la parità la vittoria verrà assegnata a colui che aveva avuta assegnata la priorità. Gli assalti diretti sono portati al meglio delle 15 stoccate (10 per le persone di categorie minori), vale anche per essi il discorso relativo al sorteggio della priorità nel caso di parità al termine del tempo regolamentare.